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What's the point of loving animals?

May 1, 2021

You may love puppies. Love to grab them, to feel how soft they are. Get them into a box and show it to your friends. Put some clothes on it a collar and happily walk it through the city streets. You can hairdress them and feed them with vegan food. How do you love it? Well, so much indeed.

But animals?

You may not love animals. An elephant doesn't love a tiger, nor a colibrí or an ant.

Do you love ants? Do you love dogs but not ants? Do you respect dogs but not ants?

Being consistent is certainly not so easy, one has to admit it.

But we use the same term love for our significant other and for pasta with tomato sauce.

Animals should be left alone. Pets should not be sterilized, not enclosed in city apartments. Not shaved or hair trimmed. And, come on, one should not speak with them assuming that they understand. One can talk to them as a metaphor to self-talk, as when, from inside our car we speak to other drivers. They are not going to hear.

One should not own something that is not an object. One may end up owning a living being, but one should not desire it.

-Can I ask you a question- 

-Please, go ahead- 

-What about animals we eat or use for services?- 

-There we have a contraddicion sir-

Strictly speaking, if one denies human domination over other animals, none of them should be even touched.

The point here is not to deny human domination and universal respect among animals (including humans).

Humans lead the world and exploit other animals and often other humans for their own benefit.

If one admits that this approach is acceptable (it's very hard not to) one might also accept the existence of pets.

A chicken gives us eggs and meet, a puppy gives us endorphins.

If one accepts the latter analogy the existence of puppies is acceptable.

The theoretical clash occurs when exploited animals are considered as part of the owner team, one of them, family. And that's sometimes needed to allow the endorphins to be generated.

Thus the essence of the pet animals is perceived as a superior and silent spirit and believed as a religion.

Human interaction has therefore to compete with this celestial interaction perception between a man and a pet. That's giving the former a hard time ahead.

One should leave animals be. Lions, elephants, dogs and ants. If, for some reason humans and animals share the same space, good for anyone. There can be respect and friendship. Endorphins may generate in humans. At this point, humans may detect bad initiatives by a simple test. Would the human like and accept that initiative coming from the animal?

Check.

Hug? Good.

Share or donate food? Good

Cut genitals? Wrong

Take out freedom of movement/leash/apartment? Wrong

Control over shit and pee? Wrong

Underskin microchip? Wrong

Viaggiare

May 1, 2021

Che concetto affascinante.

Le chiavi del successo di questa pratica moderna sono molteplici. Innanzitutto ci permette una gratificazione immediata su un attività futura. Si sente gratificazione anche sei mesi prima della partenza nel pensare al viaggio. E non importa come si viva il quotidiano. E non importa come sarà la realtà del viaggio. Il presente è troppo esigente e deludente. Il presente non è all'altezza del tanto documentato passato ne dell'inesistente futuro. Sarà facile filtrare i tempi morti del passato e pensare che essi non esistano nel futuro. Le reti sociali non sono atro che la rappresentazione della realtà attraverso filtri. Tagliare la cacata della domenica mattina in un video di youtube che racconta la vita di qualcuno lo rende molto più appetibile. Ma la realtà è che la domenica sedersi sulla tazza e senza fretta espletare i propri bisogni in santa pace è un piacere che varrebbe la pena raccontare.  

Quindi il filtro, la selezione, il miglioramento della realtà si sposano perfettamente con l'idea di viaggio, futuro e passato. E ci rende ricchi. Non è forse ricco chi ci si sente?

E non è una società che si sente ricca più pacifica? Non è una società che crede in qualcosa più pacifica? Il viaggio aiuta la mescolanza fra le persone e disincentiva i conflitti fino a livelli geopolitic inimmaginabili. È un anestetico alla mediocrità quotidiana, una proiezione virtuale deliziosa. Il concetto fin qui descritto non ha relazione con il viaggio in se. Al momento della partenza può sovvenire una parvenza di delusione. La realtà è molto più ruvida e trovarsi improvvisamente a litigare con la hostess di Ryanair per le dimensioni del bagagli poteva non essere nei piani. Ma fa niente, è il presente e verrà religiosamente filtrato.

Poi c'è l'immagine che diamo di noi nel presentarci come viaggiatori. Col sole in fronte. Sprezzanti del pericolo e pieni di vita. È una cartina tornasole e fa parte delle basi se si vuole essere accettati, o come minimo non essere trattati come esseri stravaganti. Ma come biasimarli, il pregiudizio è importante e una prima discriminazione necessaria. Saper scegliere i compagni di viaggio nella vita è il compito più difficile e non saper vivere il proprio tempo è un motivo di peso per non essere integrato in qualsiasi clan.

Lo stesso vale per l'arte, gli animali da compagnia e le mode in generale. Sono delle certificazioni di conformità quasi indispensabili. Requisito minimo.

Viaggiare non fa male a nessuno, veramente. La società è stata capace addirittura a raggruppare i viaggiatori in zone particolarmente attrezzate per questo fine, al limite della claustrofobia, ma senza arrivarci mai. E questo è un altro grande obiettivo raggiunto, che non dovrebbe essere contestato dai fatidici, "residenti locali". La società ha scelto il tuo quartiere per un bene maggiore. Per un interesse strategico quasi di interesse politico, per la pace nel mondo oserei dire, o almeno di una parte del mondo.

L'utilitaria nel dopoguerra svolgeva lo stesso compito del viaggio, dare una sensazione di status e gratificazione. E che incentivo per la popolazione per l'unità delle comunità.

Viva il viaggio e viva i viaggiatori, mi congratulo con voi. Io resto nel presente.

Mercadona

September 30, 2020

Hasta ahora siempre había conseguido evitar el agobio de la separación.  Por la razón que fuera, vivía flotando y los recuerdos yacían en el fondo del mar.

Pero ayer fuí al Mercadona y me acordé de esos momentos contigo y de la idiota felicidad que nos daba.  Al escuchar el famoso jingle de la cadena de supermercado se me formó un inesperado nudo en la garganta.

Todo parece como si fuera ayer, no ha ido para adelante ni para atrás.  No quisiera volver contigo pero tampoco haberte dejado marchar.

Adios

August 10, 2020

Hola Sara, te queria escribir un poco para darte mi punto de vista sobre nosotros. Antes de todo tienes que saber que yo acabo de salir prácticamente de un matrimonio de mas de 8 años. Y no fue mal por nada feo, sino fue desgastandose por el estilo de vida que llevamos. Lo que quiero decir es que me da la sensación que iniciar una relación, independientemente de la persona con la que sea, me llevaría al mismo camino. Y esto te lo digo porque me has parecido una chica que lo tiene prácticamente todo, eres guapa, lista, trabajadora, critica y aun asi no he podido.  En definitiva no me esperaba encontrar una chica con la cabeza amueblada a la primera.  Y entiendo tus intenciones (nobles y merecidas) de recorrer un camino con una persona que esté a tu lado, camino que en este momento no soy capaz de recorrer ni contigo ni con nadie.  Quizás no hemos coincidido en el momento adecuado o quizás son solo paranoias mías y tu estás tranquila. Pero me da una sensación de melancolía el pragmatismo con el que prácticamente pusiste fin a lo nuestro el sábado. Y es que el amor que hicimos nos va a ligar de todas maneras para toda la vida y a mi no me ha dejado indiferente como puede parecer. Estuve dandole vueltas si decirte para quedar amigos sin sexo ni nada, pero si te he conocido un poco creo que eres de las personas que usarían la frase "no quiero perder el tiempo" y quizás mi propuesta acabaría haciendotelo perder. Y por tanto te ahorro este nuevo capitulo que nace cojo. De hecho yo queria estar contigo un poco mas este fin de semana, pero tu ya habías entendido que esto no podia ir a ningún lado más y ya te piraste a tus cosas, con toda la razón del mundo.
Quería que supieras estas cosas y que tengo muchas ganas de que te vaya bien y que consigas satisfacer todas las inquietudes que tienes, se que son importantes, en esto somos parecidos. Y que lo unico que me gustaría es haberte dado algunos momentos buenos, efímeros pero buenos y que hayamos podido hacer un viajecito por la vida juntos, que aunque no nos ha llevado a ningún lado algo de alegría nos ha dado. Tu, desde luego, si me la has dado. Que en la vida a veces abrazarse por abrazarse también ayuda a superar la angustia del día a día y es bueno y bonito para mi lo ha sido y por eso te lo quiero agradecer.

Un abrazo muy grande

Saverio

Chi dice le cose in faccia

July 17, 2020

Non credo sia una valore positivo in una persona il dire le cose in faccia. Il vivere in società è un continuo non dire le cose in faccia.

A cosa serve dire a una persona che non le piaci fisicamente?  L'utilità dell'ulteriore aggettivo "fisicamente" come si spiega? O dover dire appena conosciuti che non si è del proprio tipo.  Non si può evitare un dispiacere all'altro, che ad ogni modo non si tornerà a incontrare, semplicemente omettendo questa informazione?

La cosa buffa è che nella maggior parte dei casi l'idiota che crede di realizzare un operazione di onestà non lo fa neanche per mostrare il proprio ego all'altro.  Semplicemente confonde l'omissione di determinati aggettivi con la mancanza di sincerità.

E lui la mancanza di sincerità è ben disposto a metterla in gioco, ma solo se ne vale la pena.  Se chi è davanti a lui si vuole liquidare gli si dice in faccia, con tutta la crudezza. Come se fosse inevitabile.

Tu estilo

July 16, 2020

Alguna vez te debo de haber dicho que vestías poco atractiva.  Tal vez solo lo hacia para picarte.  La verdad es que me encantaba tu estilo. Los pantalones que tu definías "saco".  Esa falta completa de narcisismo y frivolidad que a la vez delineaba tu especial idiosincrasia.

Y tu absoluta fortaleza en ir por tu camino, nunca te he visto acomplejada.

Alguna vez un pendiente, un anillo, un simple complemento te hacían brillar. Tu aspecto era sobrio y digno, y eso es bellísimo, por encima de cualquier vestido de alta costura o conjunto rebuscado de cualquier cadena de ropa.

No lo cambies nunca.