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Etiquetas ideológicas

September 2, 2021

Dar etiquetas a las cosas, personas o ideologías complicado. Consolador por otro lado. Es necesario para encuadrar conceptos, confirmar que los hemos entendido y que somos capaces de clasificarlo, o de discriminar entre las diferentes opciones. Se perdona, por tanto, el sinsentido de poner etiquetas.

A partir de aqui, y estrachando el circulo a las etiquetas politicas, desde las mas gruesas (izquierda, derecha, comunista, fascista), a las medianas (liberal, marxsista, ultranacionalista, progresista) hasta las más minuciosas (anarcocapitalista, anarcocomunista) se podria argumentar que es mucho más interesante contestar a unas preguntas que poner etiquetas. Está claro que el grosor de la etiqueta no hace más que confundir más, añadir narcisismo politico al que la genera, y aturdir el escuchante, que es a menudo el fin último de los discursos politicos.

La pregunta más interesante sería "que tamaño crees que tendría que tener el estado". Sin entrar en este debate y en los infinitos matices que este tema tiene, la respuesta a esta pregunta puede vincular todo el pensamiento que se desarrolla a partir de ello, y ayudar a entender mejor la ideologia de uno.

Por tamaño de estado se entiende aqui tanto desde el punto fiscal como desde el punto de vista moral. Tanto en el impuesto sobre la renta o sobre las plusvalías como en las cuestiones morales relacionadas con aborto, eutanasia, acceso a cualquier tipo de substancia natural o quimica.

Posiblemente esta pregunta nos ayudaría a desenmascarar las similitudes de enfoque entre ideologías con etiquetas consideradas muy poco compatibles.

Lujo sentado en un banco barcelonés

August 1, 2021

Después de muchos años me permito el lujo de estar sentado en un banco mirando a la gente.

A veces lo hacia antes también, pero no era lo mismo.

Mientras trabajaba y hacia el doctorado a la vez cualquier momento de pausa continuado era tiempo quitado al doctorado. Hasta el ultimo momento no ha estado claro si el trabajo de 10 años sería suficiente o no. Y el cerebro siempre estaba allí. Desde que me sentaba en el inodoro porla mañana hasta cuando he estado en funerales o bodas.

Y ahora, que es uno de agosto, y que Jacobs acaba de ganar los 100m lisos en las olimpiadas, y que este año el Inter ha sido campeona de la serie A, Italia de Europa, mi hermano ha superado el cancer e yo he terminado el doctorado, este agradable hilito de aire que entra por la manga izquierda, lado mar, de mi camiseta, recorre todo mi cuerpo, y se va por la manga derecha, lado montaña me genera una emoción especial.

La rambla de cataluña es de repente una sala de estar, y no le veo tanta frenesia. El hecho de que es domingo y la pandemia todavía viva contribuyen sin duda.

El sueño de poder hacer el amor con cualquier chica que eligiera a dedo no voy a engañar, ya lo tenia de antes. Este momento de gloria, no tiene nada que ver. Pero sí, acompaña todo el resto.

Y si me siento solo y sin ninguna mujer de por medio pienso al pasado y a cuanto he deseado este silencio interior y exterior, esta introspección, este disfrute de uno mismo. El compás que cada uno se marca. Lo que más se parece al sentimiento de la libertad.

Nota mental: cuidado en implementar cualquier cambio radical, esta era más o menos la vida que querías. Más o menos of course.

Lenguas

June 8, 2021

Está muy bien saber lenguas. Pero también hay que tener algo que decir con ellas.

Prenderla larga

May 5, 2021

Alla fine si fa tutto per scopare. Ed è per questo che non bisogna prenderla troppo larga.

Per scopare ci segnamo in palestra. Ma poi diventiamo piu esigenti e ci compriamo i prodotti per pomparci. Tutto per scopare. La maglietta nuova, le scarpe nuove. Il lavoro, i soldi. Lo status. Tutto per scopare. E non per scopare scopare. Per rendersi appetibile per una possibile ed ipotetica scopata. In fondo più che per scopare è per farci voler bene. O dare un immagine positiva di noi stessi. Anche lw azioni malvage che può fare un uomo non sono altro che la ricerca di farci voler bene da qualcuno, passando magari sopra a qualcun'altro. Il boss mafioso in fondo vuol farsi amare.

Ma la prende molto molto larga. Magari neanche scopa.

Chi si sforza molto nella vita o beve molta acqua, o si fa due docce al giorno la sta prendendo troppo larga. Non scopa e non scoperà. Scoprirà col tempo che per scopare bisogna cercare di scopare, non migliorarsi in qualcosa o essere persone migliori. Magari migliorarsi e pensare nella nobile cultura dello sforzo e del lavoro, sudando il risultato, o raggiungendo un risultato lavorativo o sportivo a scapito della propria vita sociale. Per poi scoprire che sei diventato vecchio, sei bravo a scacchi o a scrivere e non fotte a nessuno e neanche hai scopato.

Se una cosa ci costa lavoro sforzo e tempo prezioso lasciamola da parte. Sforzarsi troppo è prenderla larga.

What's the point of loving animals?

May 1, 2021

You may love puppies. Love to grab them, to feel how soft they are. Get them into a box and show it to your friends. Put some clothes on it a collar and happily walk it through the city streets. You can hairdress them and feed them with vegan food. How do you love it? Well, so much indeed.

But animals?

You may not love animals. An elephant doesn't love a tiger, nor a colibrí or an ant.

Do you love ants? Do you love dogs but not ants? Do you respect dogs but not ants?

Being consistent is certainly not so easy, one has to admit it.

But we use the same term love for our significant other and for pasta with tomato sauce.

Animals should be left alone. Pets should not be sterilized, not enclosed in city apartments. Not shaved or hair trimmed. And, come on, one should not speak with them assuming that they understand. One can talk to them as a metaphor to self-talk, as when, from inside our car we speak to other drivers. They are not going to hear.

One should not own something that is not an object. One may end up owning a living being, but one should not desire it.

-Can I ask you a question- 

-Please, go ahead- 

-What about animals we eat or use for services?- 

-There we have a contraddicion sir-

Strictly speaking, if one denies human domination over other animals, none of them should be even touched.

The point here is not to deny human domination and universal respect among animals (including humans).

Humans lead the world and exploit other animals and often other humans for their own benefit.

If one admits that this approach is acceptable (it's very hard not to) one might also accept the existence of pets.

A chicken gives us eggs and meet, a puppy gives us endorphins.

If one accepts the latter analogy the existence of puppies is acceptable.

The theoretical clash occurs when exploited animals are considered as part of the owner team, one of them, family. And that's sometimes needed to allow the endorphins to be generated.

Thus the essence of the pet animals is perceived as a superior and silent spirit and believed as a religion.

Human interaction has therefore to compete with this celestial interaction perception between a man and a pet. That's giving the former a hard time ahead.

One should leave animals be. Lions, elephants, dogs and ants. If, for some reason humans and animals share the same space, good for anyone. There can be respect and friendship. Endorphins may generate in humans. At this point, humans may detect bad initiatives by a simple test. Would the human like and accept that initiative coming from the animal?

Check.

Hug? Good.

Share or donate food? Good

Cut genitals? Wrong

Take out freedom of movement/leash/apartment? Wrong

Control over shit and pee? Wrong

Underskin microchip? Wrong

Viaggiare

May 1, 2021

Che concetto affascinante.

Le chiavi del successo di questa pratica moderna sono molteplici. Innanzitutto ci permette una gratificazione immediata su un attività futura. Si sente gratificazione anche sei mesi prima della partenza nel pensare al viaggio. E non importa come si viva il quotidiano. E non importa come sarà la realtà del viaggio. Il presente è troppo esigente e deludente. Il presente non è all'altezza del tanto documentato passato ne dell'inesistente futuro. Sarà facile filtrare i tempi morti del passato e pensare che essi non esistano nel futuro. Le reti sociali non sono atro che la rappresentazione della realtà attraverso filtri. Tagliare la cacata della domenica mattina in un video di youtube che racconta la vita di qualcuno lo rende molto più appetibile. Ma la realtà è che la domenica sedersi sulla tazza e senza fretta espletare i propri bisogni in santa pace è un piacere che varrebbe la pena raccontare.  

Quindi il filtro, la selezione, il miglioramento della realtà si sposano perfettamente con l'idea di viaggio, futuro e passato. E ci rende ricchi. Non è forse ricco chi ci si sente?

E non è una società che si sente ricca più pacifica? Non è una società che crede in qualcosa più pacifica? Il viaggio aiuta la mescolanza fra le persone e disincentiva i conflitti fino a livelli geopolitic inimmaginabili. È un anestetico alla mediocrità quotidiana, una proiezione virtuale deliziosa. Il concetto fin qui descritto non ha relazione con il viaggio in se. Al momento della partenza può sovvenire una parvenza di delusione. La realtà è molto più ruvida e trovarsi improvvisamente a litigare con la hostess di Ryanair per le dimensioni del bagagli poteva non essere nei piani. Ma fa niente, è il presente e verrà religiosamente filtrato.

Poi c'è l'immagine che diamo di noi nel presentarci come viaggiatori. Col sole in fronte. Sprezzanti del pericolo e pieni di vita. È una cartina tornasole e fa parte delle basi se si vuole essere accettati, o come minimo non essere trattati come esseri stravaganti. Ma come biasimarli, il pregiudizio è importante e una prima discriminazione necessaria. Saper scegliere i compagni di viaggio nella vita è il compito più difficile e non saper vivere il proprio tempo è un motivo di peso per non essere integrato in qualsiasi clan.

Lo stesso vale per l'arte, gli animali da compagnia e le mode in generale. Sono delle certificazioni di conformità quasi indispensabili. Requisito minimo.

Viaggiare non fa male a nessuno, veramente. La società è stata capace addirittura a raggruppare i viaggiatori in zone particolarmente attrezzate per questo fine, al limite della claustrofobia, ma senza arrivarci mai. E questo è un altro grande obiettivo raggiunto, che non dovrebbe essere contestato dai fatidici, "residenti locali". La società ha scelto il tuo quartiere per un bene maggiore. Per un interesse strategico quasi di interesse politico, per la pace nel mondo oserei dire, o almeno di una parte del mondo.

L'utilitaria nel dopoguerra svolgeva lo stesso compito del viaggio, dare una sensazione di status e gratificazione. E che incentivo per la popolazione per l'unità delle comunità.

Viva il viaggio e viva i viaggiatori, mi congratulo con voi. Io resto nel presente.